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E-LEARNING 2002 |
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Lo strano caso dell'ispettore Tonino (parte I)
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Quattro casi legati alla gestione delle risorse umane in azienda, ognuno diverso dall'altro, ognuno legato a quattro differenti tematiche della psicologia di gruppo e della motivazione del personale.
Quattro rappresentazioni animate di cui ognuna debba essere interessante e coinvolgente, senza mai diventare troppo verosimile per non incidere sulla obiettività delle scelte effettuate dal partecipante alla simulazione
Quattro momenti di role playing in cui una guida amica deve indicarci le soluzioni che il manager potrebbe adottare e che comunque incideranno pesantemente sui rapporti all'interno dello staff e sulla stessa operatività dell'azienda.
Legare fra loro momenti e necessità tanto differenti si presentava come un compito decisamente difficoltoso, in cui il primo e più grande ostacolo derivava dalla necessità di sdrammatizzare senza ridicolizzare e dalla capacità di coinvolgere l'utente in un gioco senza perdere di vista la serietà degli argomenti trattati.
Mi è stato chiesto così di creare un personaggio che si staccasse dalla verosimiglianza di tutti gli altri personaggi delle simulazioni e che potesse fare non solo da trait d'union fra i quattro differenti casi, ma anche da collegamento fra la realtà aziendale con le sue oggettive necessità produttive con la mille sfaccettature del pensiero umano e dei suoi riflessi nei rapporti interpersonali e di lavoro.
Ho così pensato ad un personaggio che fosse a metà fra il mondo reale e quello immaginario, un indagatore del subconscio, apparentemente stralunato, ma molto concreto. Ho così pensato di inventare un personaggio che vivesse nel cervello delle persone, in grado di far luce sul labirinto delle nostre idee e delle loro motivazioni, a metà strada fra il consulente aziendale e il folletto di una saga nordica.
Nella letteratura comica ed in tanta filmografia la figura dell'ispettore è spesso legata a personaggi buffi e sopra le righe, con una grande carica di umanità e una certa stravaganza che, però, nasconde la capacità di vedere quello che gli altri, normalmente, non vedono; pensiamo, ad esempio, all'ispettore Clouseau, all'ispettore Colombo e a tanti altri personaggi legati a questo ruolo.
Ho così deciso innanzitutto che il mio personaggio dovesse essere un ispettore sui generis, con tratti esagerati e fumetteschi, ma non tanto da perdere un'umanità che, anzi, sarebbe dovuta venir fuori più fortemente che per qualsiasi altro personaggio. Ho deciso inoltre che il mio personaggio avrebbe avuto un nome che, da solo, sarebbe stato in grado di definire allo stesso tempo la normalità della sua natura e la straordinarietà del suo ruolo: ispettore Tonino!
A questo punto, deciso cosa avrebbe dovuto rappresentare il mio personaggio, ho iniziato a pensare ai suoi tratti, cercando ispirazione in personaggi reali. In particolare ho visto per alcune sere il Maurizio Costanzo Show, da anni palcoscenico principale della "varia umanità" italiana, e ho ritagliato da varie riviste le foto di alcuni personaggi abituali dello show, appendendole sul muro davanti alla mia scrivania.
A quel punto sono partita dall'aspetto più importante: gli occhi e lo sguardo. Ho così disegnato due enormi occhiali con dietro due occhi ancora più grandi, tipici di chi porta lenti correttive molto spesse.
Il mio personaggio doveva portare un cappello, ma questo non doveva nascondere completamente i tratti della sua testa: ho quindi pensato di farlo poggiare su due orecchie molto grandi, così come molto grandi ho disegnato i piedi, in maniera che uscissero chiaramente da sotto l'impermeabile. Come ogni ispettore che si rispetti, Tonino doveva infatti portare un impermeabile avano, sgualcito da anni di uso, e, più in generale, doveva avere quell'aria trasandata tipica di chi non riposa mai un attimo la mente.
Dopo alcuni giorni di studio sulla carta ho sottoposto i miei schizzi a innumerevoli amici, a cui ho chiesto di descrivermi il carattere che, secondo loro, doveva avere il personaggio da me raffigurato...
Articolo pubblicato il giorno 21-09-2001
di Maria Perlino >>
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